giovedì 10 luglio 2008

Firenze, Santa Maria Novella

È il primo gennaio 2007. Una bella donna di mezz’età sale alla stazione di Santa Maria Novella sul treno che da Firenze la riporterà nella città natale di Reggio Calabria, alla ricerca di nuove ragioni di vita, forse di una nuova identità. Dopo aver a lungo goduto di un’ambita posizione sociale in una cittadina di provincia, dove svolgeva la propria occupazione di vice direttore di banca, ella lascia che il suo trepidante bisogno sessuale si riveli ad un certo punto in tutta la sua potenza devastante, rendendola avida di una dimensione di vita intensa ed autentica. Ma la sua vicenda, dopo aver trovato una vasta amplificazione sulla stampa locale, suscita un delirio di pettegolezzi, allargando a dismisura i contorni effettivi di quanto è realmente accaduto, e ne determina l’immediato licenziamento.
Un uomo alto e magro, chiuso in un cappotto nero, occupa il suo stesso scompartimento, sedendo dinanzi a lei in maniera elegante e composta. Dietro il suo aspetto apparentemente risoluto e formale si cela tuttavia un tenero risvolto di solitudine e di abbandono, di attesa e di amore, il cui racconto non tarderà molto ad incrociarsi con quello della protagonista, nel corso di un lungo viaggio che si rivela un’inattesa allegoria morale…


GpG

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